Da Halford a Devaux

 

Quanti cambiamenti nel vasto dominio degli artificiali da pesca in poco più di un secolo, se i metodi di montaggio rimangono fondamentalmente gli stessi che al tempo di Halford in Inghilterra meridionale, sono i materiali nella concezione della Mosca che sono cambiati nei nostri giorni. Anche se una minoranza di inglesi rimane fedele ai concetti di questo grande pescatore di Mosca secca, l'evoluzione è stata sensibile oltre manica.

 

Ma non è stata così tanta come nel continente, e particolarmente in Francia, dove il numero è la varietà dei corsi d'acqua, l'assenza del tradizionalismo e l'immaginazione dei pescatori hanno largamente contribuito all'evoluzione. Inoltre la frequenza assidua dei corsi d'acqua pubblici dell' Hexagone , di cui l'educazione superiore dei loro nobili pesci, hanno obbligato molto presto i nostri compatrioti più dotati di qualche pescatore professionale famoso, a cercare altre cose che un artificiale imitativo spesso molto difficile da realizzare.

 

E quale regione della Francia ha sicuramente contribuito a questa evoluzione se non la bella Comtè, paese del buon formaggio e dei fiumi ricchi e null'altro di uguale, ma anche il paese dei pescatori a Mosca, e tra questi grandi primo nome che ci viene niente è quello di Aimè Devaux, che io ho ben conosciuto e che mi ha insegnato tante belle cose. A lui e alle sue mosche dobbiamo tutti molto, alla sua casa e ai suoi successori forse anche di più.

L'Ain a Champagnole

Devaux aveva la fortuna di abitare in riva ad una delle migliori acque da trota e temoli della Francia, a monte del fiume Ain nel giura francese. Se ho buona memoria è rientrando dalla prigionia dopo la seconda guerra mondiale che divenne pescatore a mosca professionale. Una frequentazione regolare dei fiumi della sua regione è un talento innato da pescatore fecero di lui rapidamente un pescatore d'eccezione, vi erano evidentemente più pesce che oggi, ma quello non bastava, ci voleva anche il dono, il lavoro, la pratica e sicuramente una conoscenza completa dei fiumi, dei posti da trota e temoli, delle ore migliori, del tempo, delle schiuse e delle mosche sempre numerose sui suoi fiumi.

 

Ci voleva anche un grande amore per la pesca a mosca, molti giovani al giorno d'oggi non lo sanno ma Aimè Devaux passava molte ore a guardare le mosche e a raccoglierle. All'inizio costruiva le sue mosche, soprattutto delle grigie del giura, che imitavano bene le olive del suo fiume, la sua reputazione di pescatore e la reputazione delle sue mosche diedero voglia ad altri di pescare a mosca esclusivamente come lui e di utilizzare le sue mosche, fu allora che si mise a farne e a venderne, conosciamo il seguito,all'inizio non fu partigiano convinto dell’imitazione esatta degli insetti galleggianti e sommersi, si rendeva conto che spesso era necessario sui fiumi ricchi di pescare con delle mosche di San Marc durante una schiusa di queste mosche, piuttosto che con una mosca di maggio o moscerino, o con una suggestiva baetis durante un'emergenza di olive, piuttosto che con una mosca a corpo chiaro.

 

Lui aveva capito che la trota e il temolo vedevano l'insetto diversamente dall'occhio umano e che la visione che ne avevano variava molto, delle imitazioni di insieme, variabili in grandezza in tonalità erano spesso più razionali ed efficaci che le mosche Halfordiane, non dimentichiamo che passando la maggior parte della stagione di pesca in acqua Devaux era un osservatore instancabile e un cercatore, in modo che provava costantemente dei nuovi modelli e li modificava per migliorare ancora di più la loro efficacia. Non dimentichiamo che per molto tempo egli fu un professionista, questo spiega in parte l’importanza e la varietà attuale della collezione Devaux-Maillard.

 

Molti modelli sono stati abbandonati, ma un gran numero è stato conservato, Maillard aiutato in questo dai suoi clienti e da qualche pescatore moderno di grande Stampa di Aimè Devauxtalento, come Andrè Terrier, non hanno fatto altro che continuare l'opera del loro maestro e così sono nate delle mosche semplicemente straordinarie di cui la concezione e i materiali sovrastano le tradizioni inglesi più profonde. Mosche galleggianti in cul de canard, emergenti predate golosamente dalle trote e dai temoli più selettivi di Francia, mosche in pelo, si amici miei, mosche secche tutte in pelo che avrebbero fulminato il maestro Frederic in altri tempi e anche mosche classiche a montaggio avanzato, professionalmente geniali, moscerini, spent e altre grosse mosche in gallo per le acque rapide.

 

Aimè era essenzialmente un pescatore a mosca secca, pescava sulle sue acque in periodo tardivo, quasi unicamente in secca e dal mese di aprile, eccezionalmente prima, intanto mi parlava della ninfa che praticavo con Sawyer e che cominciava ad essere conosciuta in Francia seguita dal libro di Ritz "Pris sur le vif" e dai miei modesti scritti sulle riviste, ma non pescava con una ninfa, nemmeno con una sommersa, almeno come, ma credeva nella ninfa e parlava già di zavorrarle, secondo lui servivano per le acque abbastanza rapide e profonde di media montagna della sua regione e di Francia, delle ninfe che avessero la forma di vere ninfe o larve ma anche e soprattutto il loro aspetto vivo e il loro livello di fluttuazione, dunque delle ninfe diverse dalle ninfe di Sawyer e delle loro simili.

 

ROCHER RAYMOND

 

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